La tradizione della corrida castigliana

Giovedì 18 luglio 2019, Ristorante La Manuelina, ore 20

Soci presenti: Annamaria De Marini, Rosanna De Rosa, Renzo Felici, Mario Friburgo, Mario Fuselli, Giovan- ni Magliano, José Marino, Gianfranco Mazzotta, Marco Rossi, Sergio Testino, Marina Tiscornia, Giancarlo Torielli, Giuseppe Zampini
Visitatori rotariani: Francesca Gullacci De Marini, RCGenova Nord

Una bellissima serata, con tanti soci ed ospiti, che ci ha fatto respirare l’atmosfera della affascinante Spagna e delle sue antiche tradizioni. Il menù, una fusione tra i sapori tipici liguri, come la sempre ottima focaccia al formaggio di Recco, e la paella, regina della cucina spagnola, ha introdotto l’ospite e relatrice della serata, la bravissima e spagnola “D.O.C.” Raquel Martin Rivero, che ci ha parlato dell’importanza e del significato che la corrida ha per gli spagnoli, tanto che ancora oggi è un evento molto partecipato e sentito in tutto il paese iberico.

L’argomento potrebbe anche definirsi per certi versi controverso, se visto
con gli occhi dell’uomo contemporaneo e come dimostrato anche dal dibattito che ha seguito la relazione,ma è in dubbio che Raquel è stata capace di trasmettere ai presenti le emozioni ed il più profondo significato di questa antichissima manifestazione, che pone al centro la capacità dell’uomo di sfidare e superare i propri limiti ed è accompagnata da un elaborato e complesso cerimoniale, dove il toro non è la vittima predestinata ma è un vero e proprio protagonista tanto quanto il torero.

In ogni caso, la Corrida è una festa tradizionale della cultura spagnola, avvolta sia da fascino ancestrale che da indignazione morale, comunque l’emblema della cultura iberica nel mondo. Le sue origini, infatti, sono antichissime e discendono dalla tauromachia già praticata presso gli antichi Greci, gli Etruschi e i Romani. Le prime feste con i tori in Spagna risalgono al IX secolo e si hanno notizie documentate di feste con tauromachie a Sego- via nell’anno 1215, ma la corrida più sim ile a com e la si conosce oggi risale al XIV secolo. La prima scuola per toreri fu fondata a Siviglia nel 1670 e venne ufficializzata solo nel 1830 con regio decreto da Ferdinando VII.

La corrida è un’arte viva e in continua evoluzione. Le sue tappe fondamentali, le sue figure, nonché gli aspetti più tecnici, sono tuttora oggetto di animate discussioni da parte di appassionati ed esperti. Tutto il complesso edificio de las fiestas de toros si basa comunque sull’esistenza del toro bravo, cioè coraggioso, che appartiene ad una razza primitiva, che è oggi scomparsa salvo che in terra spagnola. I tori utilizzati per una corrida provengono tutti da allevamenti specializzati (ganaderías), di cui la maggior parte si concentra nelle regioni dell’Andalusia e dell’Estremadura, le zone della Spagna a più forte tradizione taurina. Generalmente in una corrida tutti i tori derivano dal medesimo allevamento.

E’ molto forte anche il simbolismo che accompagna ogni fase della corrida. All’inizio, tutte le persone coinvolte escono nell’arena, sfilando in un corteo davanti al pubblico. Entrano per primi due alguaciles, araldi a cavallo in costume del XVII secolo, i quali chiedono simbolicamente al presidente, unico giudice della corrida, le chiavi della porta da dove usciranno i tori. Poi i tre toreri, seguiti dalle rispettive cuadrillas composte da due picadores a cavallo, tre banderilleros e dagli incaricati di ritirare il corpo del toro dopo che questo sarà stato sacrificato. Ogni toreada è poi suddivisa in tre parti, i cosiddetti tercios.

Che dire di più, dopo questa piacevole serata estiva immersi nelle atmosfere e nelle coinvolgenti tradizioni spagnole, magari qualcuno che non ha ancora pianificato le vacanze estive avrà avuto l’ispirazione per organizzare un viaggio nell’assolata e sempre affascinante terra di Spagna.

Primary Color

Secondary Color

https://www.rotaryportofino.it/wp-content/themes/yachtsailing