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Serata del 3 maggio 2012: dott.ssa Roberta Bruzzone.

La Dott.ssa Roberta Bruzzone ha un curriculum scolastico e professionale di prim'ordine che le consente di parlare con cognizione di causa su eventi di natura delittuosa che lei segue come CTU (consulente tecnico di ufficio) e CTP (consulente tecnico di parte).
Il quadro che ci ha illustrato durante la sua esposizione č sconfortante da qualsiasi lato lo si guardi. Parliamo nello specifico di delitti di famiglia, ovvero violenze commesse tra famigliari e affini.
L'italia ha il primato europeo in termini percentuali, e la Liguria ha il primato italiano per numero di delitti commessi per totale nuclei famigliari.

bruzzone

 

La quasi totalitā dei delitti vedono come vittima le donne. E vengono perpetrati in modo premeditato e senza che intervengano patologie comportamentali gravi da parte dell'omicida. Il profilo dell'uomo che uccide una donna č sempre quello; immaturo, insicuro, frustrato. Avviene spesso in casi di separazione formale o sostanziale laddove un retaggio culturale obsoleto fa sentire l'uomo sconfitto e deriso per la separazione. La dott.ssa Bruzzone dedica molto del proprio tempo anche nella gestione del "Telefono rosa" ovvero il servizio a disposizione delle donne che subiscono violenze da parte di elementi famigliari o vicini alla famiglia. Infatti oltre il 96% delle violenze sessuali sono commesse da persone che le vittime conoscono bene. Il "Telefono Rosa" riceve oltre 1000 telefonate all'anno di donne che hanno il coraggio di denunciare la violenza subita.

La geografia dei delitti di famiglia, numericamente in costante crescita da diversi anni, non tiene conto ne' della latitudine, ne' dell'istruzione, tantomeno dello stato sociale, del benessere economico insomma dell'ambiente dove vengono commessi.

Oltre al delitto, generalmente riconosciuto e punito, ci sono anche una infinitā di violenze famigliari di natura fisica, sessuale e psicologica che scontano la piaga della prescrizione per la indecorosa lentezza della giustizia. Questa vergogna colpisce almeno il 60% delle cause per violenza. Le stime portano a ritenere che la maggioranza delle violenze non vengano denunciate in quanto si ha il timore che non serva a nulla. Si stima che ogni anno avvengano in Italia almeno 100.000 atti di violenza nei confronti delle donne da parte di persone che le vittime conoscono bene. Meno della metā vengono denunciate. Di queste, meno della metā vengono giudicate e punite.

Il lavoro della dott.ssa Bruzzone consiste nel difendere la parte lesa lavorando in primis sul luogo del delitto, ricostruendo la dinamica del medesimo e raccogliendo prove ed elementi per l'indagine. In seconda battuta, costruisce il quadro psicologico del sospetto omicida cercando di mettere insieme le caratterisiche che possano evidenziare la volontā di commettere il delitto. Tutto orientato a fornire al Giudice elementi certi per poter emettere una sentenza motivata.

Un possibile intervento culturale per quantomeno contenere la diffusione della violenza e dei delitti famigliari sarebbe quello di dire alle nuove generazioni che il rapporto di coppia non č un atto di possesso da parte del maschio e di essere di proprietā da parte della femmina. Nessuno possiede e nessuno viene posseduto, la coppia č un atto di condivisione nel quale la paritā di diritti e doveri č assoluta. Lo scioglimento della coppia non č una umiliazione, non č una sconfitta, non č motivo di derisione. Ma su questo fronte di crescita c'č ancora molta strada da percorrere.

 

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